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Gorizia,
porta d'Italia, per la nuova Europa:
l'allargamento dell'Europa, previsto per il 2004, non troverà
Gorizia impreparata.
Il ruolo naturale e geomorfologico di Gorizia come porta verso l'Est,
porrà la nostra città in una condizione di vantaggio
verso i nuovi sbocchi che si creeranno negli anni venturi. "L'Europa
non si allarga ma ritorna ai suoi confini naturali" (Gianfranco
Fini, Bologna 4 aprile 2002). Il passo, ormai conosciuto in tempi
e modi, non potrà trovare la città impreparata: l'esperienza
traumatica, con la perdita di oltre mille posti di lavoro subita
da Tarvisio, non si ripeterà. Enormi possibilità sono
state offerte dall'U.E. con aiuti sostanziali e non solo economici,
per sopportare l'impatto che questo radicale cambiamento porterà
negli anni venturi. L'Autoporto di Gorizia, struttura intermodale
di primaria importanza, ha già avviato, al suo interno, dei
cambiamenti che la trasformeranno da struttura confinaria, a moderna
e competitiva zona di scambio merci, stoccaggio e ricezione delle
merci provenienti dai paesi dell'Est. L'impegno futuro è
garantire l'efficienza e l'efficacia di questa struttura, adeguandola
alle modificate necessità. Questo per non perdere, assieme
al confine anche tutti i posti di lavoro e l'indotto che gravita
attorno alla S.D.A.G. L'inserimento poi della struttura, in tempi
futuri, in un sistema più ampio di intermodalità,
unitamente al Porto di Monfalcone, Scalo ferroviario di Cervignano
ed Aeroporto di Ronchi dei Legionari, potrebbe essere il volano
economico per il rilancio della zona intera. Ci crediamo fermamente
e lavoreremo per questo. L'opportunità servirà a creare
un'effettiva zona di interscambio merci, anche per l'auspicata realizzazione
del discusso Corridoio di asse 5 Barcellona - Kiev: l'inserimento
ferroviario e stradale della nostra città nel tracciato o
nelle dirette diramazioni, farebbe del territorio di Gorizia un'importante
zona di scambio, ribadendo l'importanza logistica e la vocazione
di import-export, oltreché rinforzando la presenza di importanti
ditte di trasporto. La caduta del confine deve però essere
vissuta come un'occasione di crescita di entrambe le comunità,
quella italiana e quella slovena, senza che gli interessi di parte
di uno o dell'altro prevarichino le rispettive realtà e necessità,
in posizioni di equità e l'una al servizio dell'altra, senza
asservirsi né soggiogarsi alle necessità dei vicini:
non in posizione di superiorità, ma di complementarietà
per il comune interesse di obiettivo.
Gorizia,
città per i giovani accanto agli anziani:
due realtà diverse, ma che hanno sempre vissuto con rispetto
gli uni degli altri.
L'apertura dell'Università e le future istituzioni di nuovi
corsi di laurea, confermeranno la vocazione europeistica e di cultura
di Gorizia. Nuove facce si incontrano nelle strade, i giovani universitari
e quelli che in futuro raggiungeranno la nostra città, dovranno
serbare un ricordo indelebile della loro permanenza qui. La tolleranza
e lo spirito Mitteleuropeo dei goriziani, non potrà che colpire
i giovani. Puntiamo a conservare questo spirito di "distaccata"
ospitalità, mai di "interessata e traumatica convivenza".
La realizzazione di nuove strutture ricettive, il potenziamento
dei servizi connessi, la valorizzazione della fruibilità
del territorio e delle sue peculiarità, sono alcuni degli
obiettivi che ci poniamo, per rendere una città ancor più
vivibile agli uni e agli altri.
Piste ciclabili di collegamento, per poter permettere sicuri spostamenti
in città e nelle aree limitrofe, obiettivo raggiunto per
primo da A.N. nella passata legislatura, in una piccola parte
della città, ed un potenziamento dei servizi di assistenza
agli anziani, anche con il supporto all'attività del volontariato,
in modo da poter godere di strutture, persone e mezzi all'altezza
della richiesta.
Per i giovani invece, la possibilità di usufruire di una
città vivibile, pigra prima, ma ora già in grado di
offrire alternative di svago in loco, senza dovere ricorrere a spostamenti
o migrazioni alla ricerca di punti di ritrovo. Il volano della ripresa
economica, poi, dovrebbe fungere da motivazione per non lasciare
la città alla ricerca di opportunità di lavoro all'altezza
o di realizzarsi altrove.
Gorizia
città sicura:
fortunatamente non viviamo questo problema con l'ansia di altre
realtà anche a noi vicine, ma abbassare la guardia potrebbe
essere deleterio.
Un sincero e convinto grazie va agli uomini e donne in divisa che
ogni giorno, silenziosamente, vigilano sulla nostra sicurezza. L'emergenza
clandestini, non ancora superata, deve far tenere alta la guardia.
La microcriminalità, sempre più efferata anche a fronte
di esigui bottini, non fa dormire sonni tranquilli a molti italiani.
Ci impegniamo a batterci per mantenere in loco le forze attualmente
presenti, a potenziare le strutture scientifiche di prevenzione
e ricerca del crimine, anche aiutati dai vicini cittadini sloveni,
che forse più di noi stanno subendo l'avanzata della droga
in svariati strati sociali. Una fruttuosa collaborazione di "interpool"
potrebbe contribuire a mantenere Gorizia, l'isola felice, che molti
conoscono e a non correre il rischio di vederla in futuro, teatro
di criminalità. Né ranger, né ronde, solo più
prevenzione e l'ottenimento di rapidi risultati investigativi da
parte delle forze di Polizia, magari con l'aiuto della Polizia Municipale
che deve diventare "l'orecchio della gente". Un vigile
di quartiere per ogni zona, più simile al "Bobby"
londinese che al pattugliante americano.
Gorizia
città a misura d'uomo: la cultura, il commercio, lo sport.
Il tempo libero è la cultura, il passeggio libero, lo
sport praticato e guardato ad ogni livello. La vocazione culturale
di Gorizia ha profonde radici, e in questi anni ha aumentato la
sua offerta e la sua qualità. Contiamo di mantenere intatta
questa vocazione, potendo usufruire di una zona di rara bellezza
come il Castello. La completa pedonalizzazione della zona, la creazione
dell'ascensore per il Castello da Piazza Vittoria (progetto riproposto
da A.N. secondo la visione di inizio secolo di Max Fabiani e poi
previsto nel progetto attuale di ristrutturazione di Piazza Vittoria)
devono servire a rivitalizzare tutta una zona che vedrà anche
la realizzazione dell'Enoteca dell'Impero, punto di richiamo turistico
per la promozione dei prodotti locali. Un sistema culturale integrato
fra i diversi musei, fra cui il nuovo museo dell'Arcidiocesi, e
di visita guidata ai luoghi della Grande Guerra, con la creazione
di un percorso storico turistico, unibile anche alla visita di realtà
di carattere agricolo o agrituristico della zona limitrofa alla
città è un obiettivo facilmente realizzabile e per
il quale si cercherà di lavorare in futuro.
Il nuovo Teatro Verdi, sarà poi la "bomboniera"
della attività teatrale e di ballo cittadino. Dopo 12 lunghi
anni l'attesa è finita e il nuovo Teatro Verdi, potrà
realmente ospitare spettacoli di livello e di richiamo e dare la
possibilità agli artisti e agli appassionati goriziani, di
godere di uno spazio in più del quale da troppo tempo si
sentiva la mancanza. Il nuovo piano regolatore, approvato di recente,
riporta Gorizia a più definite e realistiche ipotesi di sviluppo
demografico e urbanistico. Da questo piano si dovrà però
far nascere un adeguato piano del traffico che impedisca la selvaggia
circolazione cittadina. La creazione e l'ultimazione di parcheggi
periferici, da adibire anche a zone di sosta per camperisti (proposta
avanzata ed attuata da A.N.) per agevolare questo tipo di turismo,
e l'ultimazione dei lavori di rifacimento del Corso cittadino, saranno
gli aspetti fondamentali, anche per il rilancio del commercio locale.
Difficilmente in città potranno sorgere enormi strutture
commerciali, più verosimilmente bisognerà cercare
di valorizzare l'arredo urbano e la viabilità, in modo da
rendere anche lo shopping più piacevole. La creazione di
nuove aree commerciali creerebbe comunque opportunità anche
ai commercianti goriziani di allargare i propri orizzonti e diversificare
le loro attività. E' necessario però l'impegno di
tutti, con i commercianti in prima linea, svestiti di panni attenti
solo all'utile senza investimento. La possibilità di creare
in città un centro vivibile e a misura di compratore, magari
con la realizzazione di un piccolo centro dell'artigianato e del
mercato, nell'area di Via Boccaccio, è la sfida che accettiamo,
convinti di poter far bene e di non sognare ad occhi aperti.
Gorizia è fra le città con il maggior numero di impianti
sportivi in Italia, rispetto alla popolazione residente. Questo
vanto è però mitigato dal fatto che troppe strutture
sono "circoli privati". Intendiamo valorizzare, come già
fatto, l'area sportiva del "Fabretto" cercando di richiamare
manifestazioni di livello o aiutando le società a far sbocciare
nuovi atleti. La Palestra della Valletta del Corno, deve essere
resa accoglibile, anche per la presenza di una storica società
che con i risultati sta dando lustro alla città. I meravigliosi
risultati dei "ragazzi goriziani" dell' Unione Ginnastica
Goriziana - Despar devono far pensare
gli appassionati tifosi
del basket, che non tutto è perduto. Il problema più
grosso è forse riuscire ad attrarre imprenditori che vogliano
credere nelle potenzialità di una società che possiede
uno dei palasport più belli, uno dei pubblici più
appassionati e una tradizione lunghissima. Per questo occorrerà,
forse, lavorare anche sinergicamente con le altre società
cittadine e regionali, per creare un campus della pallacanestro,
dove allevare e perché no, lanciare nuovi talenti. Senza
dimenticare poi, che è meglio vedere giocare dieci amici
di ogni giorno, che dieci mercenari stranieri, che con la città
non hanno alcuna radice e rapporto. Le molte realtà del calcio
locali, potrebbero effettivamente cooperare al fine di raggiungere
obiettivi minimi, senza disperdere le forze e ricercando l'unione
per il risultato e il bene comune. Senza guerre di casacca o di
tradizione. Questo è un auspicio che vale per il calcio quanto
per il basket, ma al quale è possibile giungere dialogando
con spirito costruttivo e di raggiungimento di obiettivi più
alti, per l'interesse comune.
Gorizia
e l'Università:
è ormai chiaro che molto del futuro della città
si gioca attraverso lo sviluppo di questo aspetto.
Creare una cittadella universitaria internazionale oramai non è
un sogno ma, giorno dopo giorno, diventa una realtà. Basta
guardare quanti giovani universitari raggiungono e lasciano Gorizia
durante i week-end. Si cercherà di dotare Gorizia di nuovi
corsi di laurea, accanto a quelli esistenti. La ristrutturazione
di Villa Ritter a Straccis, dove avrà sede un Master postunivesitario
in Idrogeogologia, è uno dei punti di partenza, ma in futuro,
l'utilizzo e la ristrutturazione di molte strutture inutilizzate
centrali (alcune già programmate), creeranno nuovi spazi,
al momento insufficienti. Per arrivare a ciò, sarà
però necessario non perdere di vista anche la necessità
di dotare le Università, non solo di spazi ma anche di servizi
e strutture di servizio all'Università: la Casa dello studente,
di prossima apertura, è già insufficiente e in città
non esiste una mensa universitaria.
Il sogno è sicuramente far divenire Gorizia una città
con una sua università propria, ma forse è meglio
non fare il passo più lungo della gamba. La nascita di nuovi
corsi universitari di laurea breve e anche la realizzazione di master
di livello, potrebbe però convincere in futuro il Ministero
dell'Istruzione a considerare questa opportunità.
Questo aspetto però non ci esime dall'analizzare il problema
dell'alloggio, anche per i giovani goriziani, che proprio per la
carenza di alloggi da affittare sono costretti a lasciare la città.
A tal fine ci impegniamo, come abbiamo fatto in passato, a studiare
e reperire mezzi per aiutare i giovani goriziani che vogliono continuare
a vivere a Gorizia. Un approfondito studio della tensione abitativa
e la ricerca di alloggi da rendere affittabili a residenti è
l'impegno che A.N. si prende con i suoi elettori goriziani. E' un
passo difficile, ma crediamo che se riusciremo, con tutto il nostro
impegno coerente e responsabile, a richiamare a Gorizia nuovi interessi
ed attività di vario genere, allora, chi possiede edifici
fatiscenti o inadeguati, sentirà la convenienza di renderli
adeguati anche per chi ci vive. La progressiva diminuzione di residenti,
che ci auguriamo di arrestare, ha già creato nuovi spazi
abitativi, che però vanno individuati con precisione e convincendo
i proprietari a renderli disponibili.
Non dimentichiamo però, pur non inserendo fra i punti
di programma, quell'azione coerente e qualificante dell'azione
di A.N. nell'amministrazione. Ribadiamo il nostro NO deciso al bilinguismo,
non per partito preso, ma per profonda convinzione che le scelte
di una città non si giocano sulla lingua di una carta di
identità, sulle lingue presenti in un modello di domanda,
sulla lingua parlata ad uno sportello pubblico o peggio ancora sui
nomi delle vie. Gorizia è sempre stata una città italiana
in cui diverse culture e lingue hanno comunemente vissuto con rispetto
reciproco, crediamo che imporre ai cittadini di usare anche altre
lingue costringerebbe molte persone a dover riguardare la loro posizione
di civile convivenza. Oltretutto riteniamo che la mancanza di persone
dichiaratamente bilingui, costringa, in caso di assunzioni, a privilegiare
una parte anziché un'altra ed inevitabilmente a dover far
ricorso anche a cittadini stranieri. Non siamo e non vogliamo essere
xenofobi, ma pensiamo che prima di tutto venga l'Italia e gli italiani,
che troppe volte hanno dovuto chinare il capo davanti a questo o
quello, per ragioni di interesse o per favorire la convivenza, che
invece da altre parti non viene rispettata e garantita.
Valorizziamo la nostra città, facendo rinascere l'economia
che ribadiamo fondamentale volano della ricrescita. Conserviamo
e valorizziamo il verde pubblico esistente, bene per il quale Gorizia
eccelle, ma può migliorare. Aiutiamo i deboli, anziani e
giovani a non sentirsi isolati ed estraniati dalla società
civile. Aiutiamo anche i molti "migliori amici dell'uomo"
ad avere spazi adeguati e a non essere trattati come e solo da "animali".
A tal fine sarà necessario l'urgente approvazione di un serio
Regolamento per la difesa dei diritti degli animali. Sentiamoci
fieri di essere cittadini italiani europei.


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